martedì 29 novembre 2016

Il primo amore non si scorda mai!!

Ditelo dai che dal titolo del post vi aspettate una confessione amorosa..., il racconto di quella cotta adolescenziale che colpisce tutti!!!!!
No no ... tranquilli rilassatevi... niente di tutto questo!. (Mia figlia grande aggiunge: "Romanticismo colpiscimi che mi scanso"...ahahah).

In questo caso quando parlo di primo amore mi riferisco alle videoricette che, per mille motivi, avevo sospeso non certo perchè non interessassero più, ma perchè, anche grazie a loro, sono nate sempre più collaborazioni con aziende alimentari, partecipo a showcooking, scrivo per alcune riviste specializzate, tengo e seguo corsi di cucina, e tante altre belle iniziative che, seppure di grande soddisfazione, mi impegnano parecchio. Le videoricette, come le proponevo io, richiedevano lunghi tempi e molta organizzazione: dalla preparazione della ricetta alla disponibilità dell'ospite, dalla preparazione del video alla pubblicazione dello stesso..

In questi anni, però, i format sono cambiati e come sempre è importante adeguarsi... e come sempre ho provveduto !!! Ecco la nuova ricetta realizzata secondo i "nuovi" canoni...
Essendo la prima vi chiedo di aiutarmi, con i vostri commenti, a migliorare sempre di più.

Buona visione ma soprattutto ... 
NON TEMETE!! E’ PIU’ FACILE A FARLA CHE A LEGGERLA!!!!  GUARDA IL VIDEO!!!

MAKI DI TACCHINO!!


Ingredienti per 4 persone
  • 1 zucchina grande
  • 400 g di fettine di tacchino sottilissime
  • 80 g di formaggio spalmabile magro (tipo philadelphia)
  • 5 pomodorini ciliegino o perini
  • 12 o 13 foglie di basilico
  • Sale aromatizzato salvia e timo by SAN PIO X 1708
  • 10 g di olio evo







Tempo stimato
30 minuti di cui 15-20 minuti per la cottura


Strumenti necessari
Pellicola da cucina
Vaporiera di bambù
Affettatrice o coltello ben affilato 





Preparazione
Per la cottura dei maki. Riempire fino a metà una pentola di acqua e portarla ad ebollizione. Adagiare sopra la vaporiera di bambu.

Per la realizzazione dei Maki:
  1. Ammorbidire il formaggio con un po’ di acqua fino a farlo diventare una crema non liquida e condirlo con sale aromatizzato.
  2. Tagliare con l’affettatrice o con un coltello ben affilato la zucchina nel lato lungo così da formare delle fette larghe ma di pochissimo spessore.
  3. Stendere su un’ assicella un foglio di pellicola da cucina. Appoggiare le fette di zucchina una vicino all’altra fino ad arrivare alla stessa dimensione della fetta di carne. Appoggiare le fettine sottilissime di tacchino sopra le zucchine. Spalmarle con un po’ di crema di formaggio. 
  4. Appoggiare in orizzontale i pomodorini, tagliati a rondelle, sulla parte bassa della carne. Appoggiare nello stesso modo ma nella parte alta le foglie di basilico, così da formare due strisce orizzontali.
  5. Condire il tutto con un filo di olio
  6. Avvolgere ben stretto zucchine,  carne e ripieno per formare un rotolo. Ricoprire con la pellicola e chiudere bene i lati. Continuare fino a che le fette di carne sono esaurite.
  7. Appoggiare i rotoli sui piani della vaporiera in bambu chiudere con il suo coperchio e cuocere per circa 15-20 minuti.
  8. Farli raffreddare, togliere la pellicola (attenzione che all’interno della pellicola si sarà formato un po’ di sughetto da buttare) e tagliare i rotoli a pezzi formando dei cilindri. Spolverare con fiori di lavanda per dare colore!!!
Valori nutrizionali MEDI PER PORZIONE (una) e COMMENTO a cura della Dott.ssa Valentina Bernacchini!!


Valore energetico*
(Kcal)
Glucidi*
(g)
Lipidi*
(g)
Proteine*
(g)
199
1,9
10,4
24,5
* Il 10% del fabbisogno calorico giornaliero di un uomo adulto medio normopeso (2000Kcal al giorno).

I maki di tacchino rappresentano una variante originale dei classici maki orientali, perfetti per gustare un pasto sano e sfizioso senza eccedere con le calorie. Per completare il pasto è possibile aggiungere un contorno di verdure e dei crostini di pane integrale. Se invece abbiamo un’occasione speciale sono ottimi anche per un aperitivo leggero e gustoso, così da non dover rinunciare alla convivialità di un pasto in compagnia.

Ringraziamenti:
Paola Mozzi per riprese e montaggio - Gioielleria Campominosi per i gioielli - Dott.ssa Valentina Bernacchini per commenti e valori nutrizionali - Alessandra Paraboschi per le foto - Zodio Italia per avermi dato la possibilità di provare la mitica vaporiera di bambù e i suggestivi fiori di fiordaliso !! - L'azienda Agricola San Pio X 1708 di Padova per avermi consigliato i sali aromatizzati.. di cui ormai non posso più fare senza!!!!! 



giovedì 24 novembre 2016

Nutrizione e salute: La rubrica delle domande: La frutta come spezzafame fa bene o fa male?

Una domanda ricorrente è: "Ma la frutta da sola assunta come spezzafame (attorno alle ore 11 o alle 16.30) fa bene o fa male? Fa alzare o no la glicemia?"

Ho girato il quesito alla Dott.ssa Maria Stella Riggio  - Commissario Provinciale di Reggio Calabria dell'Associazione Biologi Nutrizionisti Calabresi - e lei precisa ed esauriente ci risponde:

CERTO CHE SI PUO' MANGIARE!!! La frutta come spezzafame e da sola FA BENE. 

Cominciamo però a dare qualche indicazione più precisa. 
Distinguiamo infatti la frutta fresca e la frutta secca. 

La frutta fresca è un importante pilastro della nutrizione (senza ovviamente andare a finire nell’estremismo dei fruttariani!):
  • è ricca di acqua (dall’80 al 96%),
  • presenta un altissimo contenuto di vitamine (soprattutto A e C) 
  • sali minerali (Fe, Mg, K, Ca) e fibre.
  • ha un buon contenuto di zuccheri (fruttosio e saccarosio).


L’insieme di tutte queste sostanze fa sì che la frutta fresca sia un ottimo alleato contro i radicali liberi, contro lo stress ossidativo!


La frutta secca di contro:
  • fornisce un elevato apporto energetico ma un basso apporto di acqua
  • E' ricca di grassi…ma sono grassi buoni (monoinsaturi e polinsaturi)




Da una revisione degli studi effettuata nel 2011 è stato concluso che: un adeguato consumo di frutta secca non è associato ad un maggiore rischio di obesità neanche a lungo termine

Per rispondere alla domanda:
più precisamente mi riferirei al carico glicemico, non bisogna dimenticare, infatti, che la quantità totale di carboidrati ricavati da un determinato cibo (carico glicemico) è spesso più importante della loro qualità (indice glicemico). Oltre al contenuto di zucchero (fruttosio) bisogna anche tenere in considerazione la quantità di fibra che presenta il frutto. Le fibre, infatti, formeranno una maglia che renderà difficile l’assorbimento in toto degli zuccheri presenti

Quindi concludendo:  FRUTTA SI’, fresca, osservando la stagionalità , possibilmente a Km 0 e facendo attenzione a consumarne una quantità adeguata riferita al totale introito giornaliero.




giovedì 10 novembre 2016

Nutrizione e salute: La rubrica delle domande: La zucca!!!

Alimento autunnale, ce ne sono di vari tipi, la più comune è rotonda e arancione, versatile in cucina, si presta sia per preparare pietanze sia dolci che i salati, usata anche come oggetto ornamentale, la leggenda dice che serve per scacciare via gli spiriti, ... Cosa sarà mai? 




MA SI E' LA ZUCCA !!!






Il periodo di raccolta della zucca è da settembre a novembre.. per cui ho pensato di preparare un post ad hoc proprio su di lei... leggiamo cosa ci racconta la Dott.ssa Monica Trecroci - Commissario della Provincia di Catanzaro per Associazione Biologi Nutrizionisti Calabresi - in merito alle proprietà nutrizionali di questo prodotto alimentare tipico della Lombardia ma diffuso su tutto il territorio nazionale.

La zucca, alimento tipico di questa stagione, presenta importanti proprietà nutrizionali.

Intanto è ipocalorica, solo 20 kcal per 100 g quindi è adatta a chi vuole mantenere sotto controllo il proprio peso. 

È ricca di vitamina C e beta carotene, minerali come ferro, fosforo, magnesio e potassio.

Ha proprietà sedative, indicata quindi per nervosismo e ansia e ha un blando effetto lassativo.

Dal sapore dolciastro viene spesso ritenuta dai diabetici un alimento "proibito". In realtà secondo alcuni studi, effettuati utilizzando estratto di zucca cruda dei soggetti affetti da diabete mellito di tipo 2, potrebbe avere un'azione ipoglicemizzante con riduzione degli zuccheri circolanti nel sangue.