venerdì 28 ottobre 2016

Nutrizione e salute: La rubrica delle domande - L'olio di Palma

Dell'olio di palma se ne è parlato e si continua a parlare tanto. 

Sempre più l'industria alimentare specifica sulle proprie confezioni che i loro prodotti NON contengono OLIO DI PALMA. Ma perchè questa inversione di tendenza? Ma soprattutto cos'è questo famigerato ingrediente?

Lascio rispondere il Dott. Pasquale Servillo - Biologo nutrizionista e Segretario Regionale dell'Associazione Biologi Nutrizionisti Calabresi


L’olio di palma è un grasso di origine vegetale che si ricava dalla spremitura della polpa del frutto della palma da olio. 

  • È ricco di acidi grassi saturi (50% circa del totale, soprattutto acido palmitico), quelli presenti di solito nel grasso di origine animale (burro, lardo, strutto), che gli conferiscono consistenza solida a temperatura ambiente. 
  • I grassi saturi , in generale però, sono responsabili dell’ aumento del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari come l’aumento e deposito del colesterolo cattivo nel sangue. 
  • L’acido grasso saturo prevalente è l’acido palmitico e in studi recenti, inoltre, è stato correlato al diabete alimentare perché favorirebbe l’autodistruzione delle cellule del pancreas ossia l’organo deputato al controllo degli zuccheri nel sangue attraverso la produzione di insulina. 
  • Ha un minor costo rispetto ad altre alternative, quindi, lo rendono perfetto per la produzione industriale dei prodotti alimentari.
  • L'Istituto superiore di sanità, però, ha da poco pubblicato un parere tecnico scientifico "sull'eventuale tossicità dell'olio di palma come ingrediente alimentare", nel quale si osserva che non ci sono, ad oggi,  evidenze dirette nella letteratura scientifica che l'olio di palma abbia un effetto diverso sul rischio cardiovascolare rispetto agli altri alimenti contenenti la stessa percentuale di grassi saturi. 

Conclusione:
Eliminare dalla nostra dieta solo gli alimenti che contengono olio di palma non è la strada più efficace per prevenire i disturbi cardiovascolari e il diabete. Si conferma, pertanto, la necessità di seguire una dieta sana e equilibrata facendo attenzione a bilanciare bene, durante la giornata, tutti gli alimenti che contengono queste molecole  pericolose.
Non esistono controindicazioni al consumo di olio di palma, dunque, se ci si mantiene entro il livello di assunzione raccomandato  per questi grassi “cattivi” ossia circa il 10% delle calorie totali giornaliere .

giovedì 13 ottobre 2016

Nutrizione e salute: La rubrica delle domande - I carboidrati sono tutti uguali?

Ma secondo voi  "I carboidrati sono tutti uguali ?"  
Risposta sintetica "NO!!!!

Il Dott. Saverio Bruni (Vice Presidente dell'Associazione Biologi Nutrizionisti Calabresi) ci spiega il perchè di questa risposta... Buona lettura e ... Attenzione a cosa prediligere quando andiamo a fare la spesa....


carboidrati o glucidi sono macronutrienti con funzione prevalentemente energetica e rappresentano il nutrimento d’elezione di molti organi come ad esempio per il cervello, quindi indispensabili nella nostra alimentazione.


In maniera generale possiamo affermare che i carboidrati non sono tutti uguali. Una  prima grande distinzione è dovuta alla loro struttura chimica.

Possiamo distinguerli in:
- monosaccaridi (vengono assorbiti molto rapidamente e sono presenti ad es. nel miele e nella frutta)
- disaccaridi ( con assorbimento rapido si trovano ad es. nel latte, nella birra scura ecc.)
- polisaccaridi (assorbimento variabile sono presenti nella pasta, riso, patate, cereali e legumi).

Inoltre non tutti i carboidrati sono disponibili ovvero:  esiste una quota di carboidrati non “aggredibili” dall’apparato digerente (fibra) e per  questo definiti glucidi non disponibili.

Questi glucidi non sono molecole nutrizionali inutili (solo perché non vengono assorbiti ed utilizzati a scopo energetico dall’organismo) ma, al contrario,  rappresentano un valido supporto per la flora batterica e contribuiscono a tenere pulito e sano il nostro intestino.

Inoltre, l’amido di alcuni farinacei, come ad esempio quello del pane bianco e delle patate, viene assorbito molto rapidamente ed influenza la glicemia quasi come lo zucchero;  al contrario dei  legumi che, essendo ricchi di fibre non digeribili, rallentano molto l’assorbimento dell’amido in essi contenuto.

Quindi legumi, cereali integrali come:  frumento integrale, riso integrale, orzo, farro contengono molti carboidrati ma la maggior parte sono costituiti da fibra per cui hanno un indice glicemico minore rispetto alla stessa quantità di pasta o pane.

Per tale motivo sarebbe opportuno assumere carboidrati complessi, che alzino la glicemia progressivamente nell'arco della giornata, in modo tale da non predisporre ad un aumento di peso responsabile, a lungo andare, dello sviluppo di molte patologie metaboliche come, ad esempio, il diabete.