giovedì 24 novembre 2016

Nutrizione e salute: La rubrica delle domande: La frutta come spezzafame fa bene o fa male?

Una domanda ricorrente è: "Ma la frutta da sola assunta come spezzafame (attorno alle ore 11 o alle 16.30) fa bene o fa male? Fa alzare o no la glicemia?"

Ho girato il quesito alla Dott.ssa Maria Stella Riggio  - Commissario Provinciale di Reggio Calabria dell'Associazione Biologi Nutrizionisti Calabresi - e lei precisa ed esauriente ci risponde:

CERTO CHE SI PUO' MANGIARE!!! La frutta come spezzafame e da sola FA BENE. 

Cominciamo però a dare qualche indicazione più precisa. 
Distinguiamo infatti la frutta fresca e la frutta secca. 

La frutta fresca è un importante pilastro della nutrizione (senza ovviamente andare a finire nell’estremismo dei fruttariani!):
  • è ricca di acqua (dall’80 al 96%),
  • presenta un altissimo contenuto di vitamine (soprattutto A e C) 
  • sali minerali (Fe, Mg, K, Ca) e fibre.
  • ha un buon contenuto di zuccheri (fruttosio e saccarosio).


L’insieme di tutte queste sostanze fa sì che la frutta fresca sia un ottimo alleato contro i radicali liberi, contro lo stress ossidativo!


La frutta secca di contro:
  • fornisce un elevato apporto energetico ma un basso apporto di acqua
  • E' ricca di grassi…ma sono grassi buoni (monoinsaturi e polinsaturi)




Da una revisione degli studi effettuata nel 2011 è stato concluso che: un adeguato consumo di frutta secca non è associato ad un maggiore rischio di obesità neanche a lungo termine

Per rispondere alla domanda:
più precisamente mi riferirei al carico glicemico, non bisogna dimenticare, infatti, che la quantità totale di carboidrati ricavati da un determinato cibo (carico glicemico) è spesso più importante della loro qualità (indice glicemico). Oltre al contenuto di zucchero (fruttosio) bisogna anche tenere in considerazione la quantità di fibra che presenta il frutto. Le fibre, infatti, formeranno una maglia che renderà difficile l’assorbimento in toto degli zuccheri presenti

Quindi concludendo:  FRUTTA SI’, fresca, osservando la stagionalità , possibilmente a Km 0 e facendo attenzione a consumarne una quantità adeguata riferita al totale introito giornaliero.




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